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Come vendere Cannabis Light e prodotti al CBD

04.09.2018

Il mercato della Cannabis Light e dei prodotti a base di CBD è decisamente in fioritura e rapida crescita.
Sono sempre di più gli esercizi commerciali che chiedono informazioni su come vendere prodotti derivati dalle varietà di Cannabis Sativa legali in Italia.

La legge italiana 242 del 2016 e la seguente circolare del Ministero dell’agricoltura infatti, oltre a regolare e permettere la coltivazione di canapa italiana con contenuto di THC fino allo 0,6%, hanno chiarito che è perfettamente ammesso il commercio delle infiorescenze della pianta e i suoi prodotti derivati.

Tuttavia, se è vero che la cannabis (con queste caratteristiche) può essere venduta legalmente da ogni tipologia di esercizio commerciale senza incorrere in procedimenti penali, è anche vero che le destinazioni d’utilizzo specificate dalla legge non comprendono la combustione ad uso ricreativo. Ecco quindi qualche chiarimento utile per iniziare a vendere Cannabis Light e altri prodotti nella tua attività.

Tabaccai e Cannabis Light

I tabaccai possono vendere Cannabis Ligh? Sì, fino a prova contraria. La legge di riferimento, sempre la 242 del 2016, non indica la necessità di ottenere particolari certificazioni o autorizzazioni per la vendita di Cannabis Light. Perciò la vendita di cannabis light da parte dei tabaccai e rivenditori di sali e tabacchi risulta totalmente legale.

Come per molti altri prodotti l’unico vincolo è rappresentato dal fatto che il prodotto venduto sia certificato e conforme alla legge italiana. È questa infatti la raccomandazione della Federazione Italiana Tabaccai che invita i ad essere cauti nei confronti di questo business e di mantenersi aggiornati su eventuali sviluppi ed indicazioni da parte delle autorità.

Negozi di liquidi per sigarette elettroniche: Cannabis Light e liquidi al CBD

Molti di coloro che decidono di iniziare l’attività di vendita di Cannabis Light e prodotti derivati hanno già esercizi commerciali attivi come tabaccherie, pub o caffè. E, vista la stretta parentela, anche molti negozianti che si occupano di sigarette elettroniche hanno deciso di aprirsi alla Cannabis legale.

Come già detto, la vendita di Cannabis light è consentita per gli esercizi commerciali senza necessità di specifiche autorizzazioni. Naturalmente questo si applica a prodotti con percentuale di THC entro lo 0,6%e di varietà registrate a livello europeo.

Quindi un negozio di sigarette elettroniche può senza problemi diventare rivenditore di Cannabis Light, con una precisazione sulla destinazione di utilizzo delle infiorescenze. Dovranno infatti essere etichettate e vendute solo come oggetti per collezionismo o per scopi tecnici. Tutte attività che implicano l’assunzione a scopo ricreativo, non risultano infatti ancora normate dalla legge italiana.

Discorso analogo per i liquidi contenenti CBD. Questi sono tranquillamente commerciabili in quanto il CBD non risulta essere una sostanza stupefacente e la legge italiana non prevede limiti a riguardo.

L’uso di Cannabis Light all’interno di locali ricreativi

Come abbiamo detto, è possibile commercializzare legalmente Cannabis Light anche in locali (diurni e notturni come bar, caffè discoteche e pub) ma non si può dire altrettanto dell’incentivazione al fumo delle infiorescenze della pianta. La legge non prevede infatti il consumo umano né tantomeno a scopo ricreativo delle infiorescenze di Cannabis Sativa.

Attualmente infatti la cannabis viene venduta come prodotto da collezione o come materiale tecnico. Questo perchè suggerire ai propri clienti di fumare la cannabis acquistata all’interno del proprio negozio potrebbe avere ripercussioni legali negative per l’esercente. Mentre vendendola con un’altra destinazione d’uso sarà responsabilità del cliente, una volta uscito dal negozio, a decidere a quale utilizzo destinare al prodotto in questione.

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