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Cannabis terapeutica: per cosa e come si usa

03.09.2018

Quando si parla di Cannabis terapeutica occorre fare i conti con la confusione regnante. Soprattutto perché mediamente quando si parla di consumo umano (non alimentare), generalmente si pensa all’uso ricreativo. Occorre però ricordare che gli effetti analgesici e rilassanti dei principi attivi della Cannabis trovano numerosissime applicazioni in campo medico. La legalizzazione ed il dibattito sulla Cannabis terapeutica continuano, nel frattempo vediamo cosa c’è da sapere.

Quali effetti produce la Cannabis

L’utilizzo della Cannabis (o Marijuana) induce svariati effetti sul corpo umano. Questi effetti dipendono essenzialmente dalle quantità e dalle percentuali delle diverse molecole di principi attivi contenuti nel preparato e da come questo viene somministrato.

L’effetto principale e più noto è rilassante ed analgesico. Questo avviene perché i principi attivi presenti nella Cannabis interagiscono con i nostri recettori endocannabinoidi che possono attivare meccanismi in grado di regolare il dolore, l’appetito, l’umore e la memoria. In effetti il nostro organismo produce già in maniera fisiologica sostanze con caratteristiche simili in grado di attivare i recettori endocannabinoidi.

Per quali patologie può essere impiegata la Cannabis

I 5 principali farmaci a base di Cannabis (prodotti dall’azienda olandese Bedrocan) sfruttano i principi attivi della pianta della canapa per il trattamento di nausea, vomito e per stimolare l’appetito nei pazienti con disturbi alimentari o sottoposti a chemioterapia. Ma la ricerca va oltre questi utilizzi già ben documentati.

Esistono numerosi studi che mettono in luce i benefici dell’utilizzo di Cannabis terapeutica per il controllo del dolore cronico. Inoltre viene già utilizzata – in maniera sperimentale – nella gestione del dolore nei pazienti affetti da sclerosi multipla e sindrome di Tourette. Infatti THC e CBD, le due principali molecole attive della cannabis, hanno dimostrato di contribuire nel controllo degli spasmi muscolari involontari dovuti a queste malattie.

Come assumere la Cannabis terapeutica

Perché i cannabinoidi presenti negli elementi della pianta di Cannabis abbiano un effetto sui recettori endocannabinoidi, devono essere attivati mediante il processo chimico di decarbossilazione. Questo processo che consiste nel rimuovere un gruppo carbossilico dalle molecole dei principi attivi, avviene attraverso il calore. Questa reazione che “libera” i principi attivi della Cannabis e li rende recepibili dal nostro organismo necessita che i composti a base di Cannabis siano sottoposti a temperature oltre i 100 gradi.

Ecco perché tra le vie più utilizzate c’è il fumo, la vaporizzazione e l’infusione. Nelle farmacie (anche Italiane) è possibile acquistare Cannabis terapeutica contenuta in cartine (per essere infuse o vaporizzate), in tinture alcoliche e in olio. Proprio quest’ultima formulazione è la maggiormente utilizzata perché si evitano dispersioni del prodotto ed è possibile dosare accuratamente la quantità di principi attivi (THC e CBD) da somministrare.

La situazione della Cannabis terapeutica in Italia

Ad oggi in Italia la Cannabis (con contenuto di THC superiore allo 0,6%) per uso ricreativo e personale è illegale. Il discorso è differente se l’assunzione avviene per ragioni di salute. In questo caso, solo se su indicazione del medico curante, è possibile l’acquisto presso le farmacie autorizzate.

L’unica cannabis legale infatti è quella venduta attraverso il canale ufficiale delle farmacie. In tutta Italia i preparati a base di Cannabis per utilizzo terapeutico sono per lo più prodotti dall’azienda olandese Bedrocan.

Nuovi sviluppi: la Lombardia in prima fila

Novità sul fronte della sensibilizzazione e dell’adozione della Cannabis a scopo terapeutico arrivano dalla Lombardia. Come stabilito dalla giunta regionale della Lombardia, guidata dal presidente Attilio Fontana, le cure a base di Cannabis saranno gratuite per migliaia di pazienti. A poter beneficiare delle terapie gratuite basate sulla cannabis saranno le migliaia di cittadini con esenzione che necessitano di farmaci per alleviare il dolore: malati di Aids, cancro, sclerosi multipla, lesioni al midollo, spasmi muscolari e anoressia.

La scelta è stata guidata dal fatto che i farmaci a base di cannabinoidi sono molto meno invasivi rispetto agli oppiacei come la morfina, in uso da decenni nel nostro sistema sanitario. Ecco quindi una scelta di civiltà che va nella direzione di aiutare migliaia di cittadini Lombardi (e speriamo presto di tutta Italia) a vivere meglio.

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