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Cannabis legale: cosa prevede la legge italiana

03.09.2018

Con l’entrata in vigore della legge 242 del 2 Dicembre 2016 la coltivazione della canapa in Italia ha finalmente ritrovato un quadro normativo. Finalmente si riconosce il valore di questa pianta così versatile. Per fare un po’ di chiarezza ripercorriamo gli eventi che hanno portato alla nuova fioritura di coltivazione e commercio della Cannabis legale in Italia.

La legge italiana n. 242 del 2016

Le spinte per avviare un inquadramento normativo delle coltivazioni di canapa non sono una novità. Terminata l’era del proibizionismo, iniziata verso la metà del secolo scorso, era necessario dettare finalmente delle regole chiare per questo settore. Soprattutto perché il mercato sta ritrovando forza negli Stati Uniti e in Europa.

La legge italiana n. 242 del 2 Dicembre 2016 (entrata in vigore il 14 Gennaio 2017), ha lo scopo di sostenere e promuovere la coltivazione e la filiera della canapa (Cannabis Sativa) quale coltura in grado di ridurre l’impatto ambientale in agricoltura, il consumo dei suoli e la perdita di biodiversità. L’accento è quindi posto sui benefici portati all’agricoltura sulle filiere di produzione locali.

Cosa cambia con la nuova legge sulla canapa

Le importanti novità introdotte dalla legge 242 sono:

Non è necessaria l’autorizzazione alla semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC fino allo 0,2%

Sono pochi gli obblighi per il coltivatore. Deve conservare i cartellini della semente acquistata per almeno dodici mesi e le relative fatture di acquisto per il periodo previsto dalla normativa vigente.

La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore

Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un unico soggetto e sempre in presenza del coltivatore. Gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Ma cosa accade nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%? Niente di grave: l’autorità giudiziaria può sequestrare e ordinare la distruzione della coltivazione, ma è comunque esclusa la responsabilità dell’agricoltore.

Sono previsti finanziamenti nell’ordine di 700mila euro l’anno

Questo per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa.

Il chiarimento: la circolare ministeriale del 23 Maggio 2018

Come spesso accade in Italia, a seguito della pubblicazione del testo della legge sono stati sollevati alcuni dubbi. Soprattutto riguardo la legalità della coltivazione di canapa con lo scopo di commerciare le infiorescenze e altri prodotti non tradizionalmente legati alla cannabis italiana. Per dipanare qualsiasi dubbio, il Ministero dell’agricoltura ha pubblicato il 23 Maggio 2018 una circolare che chiarisce questi aspetti non specificamente toccati dalla norma.

La circolare fuga ogni dubbio e conferma le concessioni e i limiti della legge 242. E aggiunge che la produzione ed il commercio di infiorescenze rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo e sono quindi legali. Rimuove così l’incertezza che allarmava non poco i coltivatori e tutti coloro che lavorano come rivenditori che hanno investito in questo settore.

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